"Westley" di MargotJ
1 ottobre 2003
E' iniziata così: ho scritto un nuovo capitolo di una fanfiction e mi sono resa conto che, non solo sembrava una storia a se stante (quel che si suol dire una storia nella storia), non solo era del tutto inventata, riguardando il passato di Westley, ma era scritta di getto su degli aspetti della situazione che non mi ero mai soffermata a valutare.
Alcuni perché, alcune considerazioni sfuggite qua e là in narrazioni che mi assorbivano verso ben altre strade e altri personaggi. Spesso mi capita di sfiorare argomenti che mi piacerebbe riprendere. Tematiche destinate a diluirsi o a cadere nel vuoto. Solo che questa, forse, si è creata nella mia mente una vita propria. Mi ha tormentato, fatto impazzire, quasi... perché, di natura, vado sempre a caccia di qualcosa. E questa sembrava una di quelle crociate più facili a morire che a sopravvivere.
Eppure la ragione non ha vinto.
A poco a poco è nato un abbozzo, supportato da alcune immagini che continuavo ad avere in circolo.
Come se le parole fossero sempre state in agguato, con un chiaro ordine. Come se le parti si fondessero in un tutt'uno, uscendo dalle storie in cui erano collocate.
Fino a rendere palese un particolare. Ho scritto di Wes senza permettergli di essere protagonista.
Fino a oggi. Oggi posso dire che di lui ho scritto almeno una storia. Eppure... Eppure è inesatto. Wes ha il suo spazio, da sempre, sia che parli, sia che si limiti ad Osservare... Osservare ed insegnare... capite?
Oggi ho deciso di tentare una nuova strada. E qui scatta l'idea... se Wes non fa altro che stupirmi, perchè non cercare di capirlo?
La domanda è semplice, dapprincipio: Chi è Westley Whydam-Price?
E dopo questa, tutto si complica.
E qui occorre una precisazione. Quando cominciai a scrivere questo mio saggio, puntavo a ben altro progetto. Un progetto in grande che ho accantonato a favore di altri. Un progetto che aveva a che fare con il Wes delle mie fanfictions, quello che vive le avventure con Angel ma abita anche con Faith. Quello che forse solo ora, con la quarta serie di Angel è sorto veramente, con la sua forza e lo sguardo più duro del necessario.
Quando ho iniziato a parlare di lui, non avevo ancora sotto gli occhi questa evoluzione. E quindi ho inventato, senza nulla togliere al personaggio inserito nella serie originale, proseguendo soltanto, da dove l'abbiamo lasciato, alla cerimonia dei diplomi, con un gran mal di schiena, mentre lo caricano in ambulanza.
Ora, nel riprendere questo materiale, ho deciso di scrivere del Wes che abbiamo visto e conosciuto in Buffy e in Angel (per quel poco che so della serie). E proprio per questa mio cambiamento di rotta, mi scuso anticipatamente se, andando avanti a leggere, troverete delle incongruenze.
Tornare indietro con la mente, fino a rendere meno proprio un personaggio che si è già un po' manipolato è certamente un'azione laboriosa di cui spero d'essere all'altezza.
Cominciamo, dunque.
La figura di Westley è affascinante. Egli è la conoscenza senza il peso dei secoli. E' qualcuno che ha cercato di incasellarsi nel sistema degli Osservatori senza riuscirci mai a pieno. Qualcuno che, umanamente, ha accumulato sbaglio su sbaglio, fino a scrollarsi di dosso anni di auto condizionamento.
Egli è l'Osservatore, innanzitutto.
Un peso piuttosto grande, soprattutto quando la Cacciatrice in causa è Faith. Ma è stato anche responsabile per Buffy, all'ombra di Rupert Giles. Non ha saputo seguirne le orme, non ha saputo capire le sue motivazioni... eppure ha scelto una strada che Giles non sarebbe stato capace di imboccare.
Non più Osservatore eppure ancora tale, infinitamente disposto a proseguire la lotta, al posto che tornare in Inghilterra. La lotta da solo, dopo la perdita della sua Cacciatrice, del suo titolo e della sua posizione.
E dopo? di lui poche notizie. Un personaggio per iscritto, in brevi sintesi, nominato nelle avventure in cui Angel diviene protagonista indiscusso. Storie di cui io, di persona, so ben poco e che quindi manipolo a piacimento. Storie che, se vissute attraverso i transcript e i riassunti in particolare, menzionano raramente Wes ponendolo al centro della ribalta.
Eppure Wes c'è sempre.
E questo non vuol dire poco.
So che, come sempre, Wes entra di soppiatto. Entra come sostituto che nessuno vuole. Sostituto di Giles e sostituto di Doyle. Ed ogni volta si ritaglia uno spazio. Cosa pensi, cosa voglia, da dove provenga... mistero. Forse non potremmo saperne di meno, neanche mettendoci di impegno.
Chi è ... la sua età... da dove arriva... e soprattutto perchè sia stato scelto da un Consiglio in cui il nepotismo impera. Lo stesso Giles proviene da una famiglia di Osservatori. Il fatto che si sia rivelato un buon Osservatore, nulla toglie e nulla aggiunge alla sua dinastia.
Wes, invece… solo adesso, con qualche spoiler, si menziona qualcosa del suo passato. Ma noi, noi che l'abbiamo visto finora, l'abbiamo spesso relegato come personaggio di fondo, nelle nostre storie.
Quello che transita, con un libro sotto il braccio e si rintana in qualche buco a cercare una pergamena, una risposta, o una nuova profezia.
Eppure, al di là di ogni sua attitudine intellettuale, Westley Whydam-Price colpisce per la sua correttezza e per il suo romanticismo.
Westley rimane sempre e comunque, fin nel cuore, un romantico. Convinto che le parole più ancora delle azioni, possano salvare il mondo. Parla con tutti. Cerca di far ragionare chiunque.
E, nel mondo di violenza in cui vive, finisce con il prendersele.
Eppure non è un perdente. Per quanto possa sembrarci arroccato sulle sue posizioni, egli è un animo versatile, capace di mutare nel tempo come e più di molti altri.
Si allontana dalla strada che si è personalmente spianato, si allontana dai suoi libri e dalle sue biblioteche. Ed avanza, con la balestra in mano, verso le zone di battaglia.
In un continuo capovolgersi e variare.
Fa catturare Faith.. e la invita ad evadere di galera.
Osteggia Angel e finisce con divenirne uno degli alleati più fidati.
Ma lui è Wes, semplicemente Wes. Il non-eroe per eccellenza. Ed io lo apprezzo per questo.
Per il posto che riesce comunque a scavarsi nel tempo.
E per il fatto che… che non è facile essere Wes.
Tutto in lui, a mio avviso, diviene un contrasto così profondo da non venire mai in superficie. Raramente si lascia andare, raramente si abbandona innanzi allo sconforto.
Westley non arretra, non ne è capace.
Sembra non avere comprensione e difficilmente salva il mondo. Ma sopravvive. E avanza, quando tutti sembrano essersi fermati.
L'abbiamo visto, oppure abbiamo letto di lui, di Connor e del suo dissidio interiore. Di Lilah, di un amore che non è un amore, di Fred e delle sue illusioni.
Del suo tradimento, del suo non smettere mai di combattere,
L'abbiamo visto mutare ed indurirsi. E lentamente è sbiadito in noi il ricordo di lui, delle sue bretelle e del suo tirare di scherma nella biblioteca di Sunnydale.
Abbiamo perso il ricordo del suo parlare caricaturale, del suo essere troppo inglese e della sua misteriosità fatta di luoghi comuni.
Abbiamo visto i suoi capelli lunghi, gli occhiali non più troppo utili ed i maglioni informi.
Ho pensato molto a Wes, ed alle sue cacciatrici. Ed al loro essere due entità indissolubili.
Solo in questo traspare ancora il suo essere nato Osservatore.
Perché, a mio avviso, c'è un'unica cosa che non abbandona, nello sbarcare a Los Angeles ed a una nuova vita.
Faith.
Il suo legame con Faith è ormai indissolubile.
Wes e faith sono destinati a cadere, più volte. E più volte a rialzarsi.
Vedono crollare i loro mondi. E non smettono mai di ricostruirli.
E ricostruirsi.
E, ogni volta, mi rendo conto che, tutto questo suo crescere e mutare, ha un inizio di fronte alle Cacciatrici pronte ad uccidersi a vicenda.
Una di fronte all'altra, in ginocchio. Il coltello alla gola.
Lì è cominciata la sua crescita. D'innanzi al fallimento divenuto disastro.
Una cacciatrice contro l'altra. Una Cacciatrice ingoiata dall'ombra.
Il rinnegarsi di ogni certezza, per un Osservatore.
Perché egli è la guida. Ma non più la guida per alcuno.
È in quel singolo attimo che cessa di esistere l'Osservatore di nome che è in lui. Ancora alcuni sprazzi, ultimi sussulti di quella che è già un'agonia. E poi, infine, la cessazione.
E quando Angel lo incontra nuovamente, egli con è più un Osservatore.
Ma ha finalmente imparato a vedere.
Buffy è svanita. Ormai sa di non poter competere con Giles. Che nemmeno il potere del consiglio l'ha preservato da quell'unica cocente delusione. Non rimane a Sunnydale come non può rimanere in Inghilterra.
Nulla lo lega più al suo passato,m se non la necessità di continuare a combattere il male. Sempre. Comunque.
E indipendentemente da Angel e dalla loro amicizia .
Capace di sopravvivere, da solo. E combattere.
Prendere in mano la situazione, con aiutanti passeggeri e presto abbandonati.
Ma quando Angelus torna libero… non è Buffy da chiamare.
Ma Faith.
Perchè è Faith la compagna per il suo destino.
E difficilmente potremo mai dimenticare Wes che porta Faith tra le braccia, dopo la grande battaglia, finalmente uniti e alleati, per la prima volta. Perché solo allora in quel riunirsi, Wes sembra tornare alla sua strada, a fianco dell'eroe.
Non prima.
Ma con faith. Faith, che è la sua essenza.
E dopo di lei… ancora Westley Whydam Price, con i suoi cambiamenti e le sue battaglie. Apocalittiche o interiori che siano.
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