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I
personaggi delle serie "Angel" e "Buffy, the vampire
slayer", appartengono a Joss Whedon, la WB, ME e la Fox, l'autrice
scrive senza alcuno scopo di lucro e non intende violare alcun copyright. |
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ETERNITA’ |
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Epilogo Dall’altra parte del
pianerottolo, del tutto ignari di quell’andirivieni, Faith e Spike si
godevano una breve parentesi. Altresì detto, dormivano,
prima di uscire per l’ultimo giro della giornata. Dormivano, abbracciati,
apparentemente sereni, il respiro di lei, regolare, a cullare il sonno di
lui. Un sonno popolato di
immagini. Di situazioni vissute. Di Angelus, nello
scantinato.. di faith tra le sue braccia. Spike si mosse, cercando un
appiglio al reale, stringendola un po’ più forte. E risprofondando. Correva, con Doyle. Attraversava il parco. Angel combatteva. C’era troppa luce, per
essere notte. E lo sconosciuto gli dava le
spalle. Poi si voltava, nell’attimo
in cui la freccia partiva dalla balestra. “No, no…” faith alzò la testa,
guardandolo. Spike stringeva le labbra, aggrottava le sopracciglia atterrito. Il coltello ruotava su se
stesso. Gli veniva incontro. E lui non poteva spostarsi. Perché, di fronte, di fronte
a lui, il braccio ancora teso per lo sforzo del lancio… C’era Edward. Edward. “Edward no!” si era seduto sul letto,
quasi rantolando. Faith lo aveva stretto,
trascinata nel movimento. Gli aveva accarezzato le
guance, l’aveva abbracciato, afferrato per le spalle, mentre ansimava, in
preda al terrore. Spike tremava. Come una
foglia. E faith ne era
impressionata. E troppo preoccupata per porre domande.. e per cercare
risposte. “Calmati.” – sussurrava,
ripetutamene – “Era solo un incubo.” Era solo un incubo. Solo un incubo. E Spike, all’improvviso,
sembrò riacquistare il controllo di sè. Rilassò le mani che si stringeva al
torace, proprio sopra al cuore, dove
sembrava sentire un male intollerabile. E annuì. “Si.” – sussurrò, con voce
rauca – “Era solo un incubo.”
*** Nota dell’autrice: mi è stato chiesto di aggiungere una frase in calce. La trascrivo qui sotto, così come mi è stata dettata
durante una conversazione, di modo che sia visibile a tutti e destinata a sempiterna gloria: io margot volevo uccidere il protagonista, ma pedistalite m'ha fermata! (nota
della dettatrice: sono fiera di averti persuaso a farlo campare... se nn
era per me si piangeva il triplo) E riporto qui a seguito un estratto dalla conversazione
messenger avuta a riguardo di modo che i posteri sappiano come siamo giunti a
questa decisione. 25/02/2005 22.46.10
pedistalite “suona biblico, vero? potresti inciderla in legno o fare una cosina discreta in marmo e
metterla sulla menzola di fronte alla scrivania, così mi penseresti ogni
momento” 25/02/2005 22.46.50
MJ “ti prometto che si leggerà bene” 25/02/2005 22.47.01
pedistalite “si, mi raccomando il mio nome bello grosso che si veda” un abbraccio, MJ (08 Marzo 2005) |