I personaggi delle serie "Angel" e "Buffy, the vampire slayer", appartengono a Joss Whedon, la WB, ME e la Fox, l'autrice scrive senza alcuno scopo di lucro e non intende violare alcun copyright.
Crossover con la serie televisiva Highlander. Anche in questo caso, i personaggi appartengono ai legittimi proprietari e l'autrice scrive senza alcuno scopo di lucro e non intende violare alcun copyright.
Ovviamente non accampo diritti nemmeno sull’attore scelto per impersonare il personaggio inedito.
Si è trattato di una scelta legata a molti fattori di stampo soggettivo. Senza lucro, calunnia o altro.

E Edward non appartiene a nessuno… tranne che alla sottoscritta (e micia si accontenterà della dedica…;)


ETERNITA’

 

Epilogo

 

Dall’altra parte del pianerottolo, del tutto ignari di quell’andirivieni, Faith e Spike si godevano una breve parentesi.

Altresì detto, dormivano, prima di uscire per l’ultimo giro della giornata.

Dormivano, abbracciati, apparentemente sereni, il respiro di lei, regolare, a cullare il sonno di lui.

Un sonno popolato di immagini.

Di situazioni vissute.

 

Di Angelus, nello scantinato.. di faith tra le sue braccia.

 

Spike si mosse, cercando un appiglio al reale, stringendola un po’ più forte.

E risprofondando.

 

Correva, con Doyle.

Attraversava il parco.

 

Angel combatteva.

 

C’era troppa luce, per essere notte.

 

E lo sconosciuto gli dava le spalle.

Poi si voltava, nell’attimo in cui la freccia partiva dalla balestra.

 

“No, no…”

faith alzò la testa, guardandolo. Spike stringeva le labbra, aggrottava le sopracciglia atterrito.

 

Il coltello ruotava su se stesso.

Gli veniva incontro.

E lui non poteva spostarsi.

Perché, di fronte, di fronte a lui, il braccio ancora teso per lo sforzo del lancio…

 

C’era Edward.

 

Edward.

 

“Edward no!”

si era seduto sul letto, quasi rantolando.

Faith lo aveva stretto, trascinata nel movimento.

Gli aveva accarezzato le guance, l’aveva abbracciato, afferrato per le spalle, mentre ansimava, in preda al terrore.

Spike tremava. Come una foglia.

E faith ne era impressionata. E troppo preoccupata per porre domande.. e per cercare risposte.

“Calmati.” – sussurrava, ripetutamene – “Era solo un incubo.”

 

Era solo un incubo.

 

Solo un incubo.

 

E Spike, all’improvviso, sembrò riacquistare il controllo di sè. Rilassò le mani che si stringeva al torace, proprio sopra  al cuore, dove sembrava sentire un male intollerabile.

E annuì.

“Si.” – sussurrò, con voce rauca – “Era solo un incubo.”

 

 

 

 

 

 

 

 

***

 

Nota dell’autrice:

mi è stato chiesto di aggiungere una frase in calce.

La trascrivo qui sotto, così come mi è stata dettata durante una conversazione,

di modo che sia visibile a tutti

e destinata a sempiterna gloria:

 

 

 

io margot volevo uccidere il protagonista,

ma pedistalite m'ha fermata!

 

(nota della dettatrice: sono fiera di averti persuaso a farlo campare...

se nn era per me si piangeva il triplo)

 

 

E riporto qui a seguito un estratto dalla conversazione messenger avuta a riguardo di modo che i posteri sappiano come siamo giunti a questa decisione.

 

25/02/2005  22.46.10  pedistalite 

“suona biblico, vero?

potresti inciderla in legno

o fare una cosina discreta in marmo

e metterla sulla menzola di fronte alla scrivania, così mi penseresti ogni momento”

25/02/2005  22.46.50  MJ              

“ti prometto che si leggerà bene”

25/02/2005  22.47.01  pedistalite 

“si, mi raccomando il mio nome

bello grosso

che si veda”

 

 

 

un abbraccio, MJ

(08 Marzo 2005)