Viaggio inverso.
Gennaio 2008
Non è tesa, non è
tesa ancora abbastanza questa corda. Questa vita.
Sul filo di una
tensione impalpabile mi crogiolo nel tempo che passa, nel tempo che scivola tra
le mura di una clessidra di cristallo che è il mio cuore, fragile, preda di un
terremoto sanguigno.
Tremo e trema anche
lui.
Incontrare l’amore
vero, quello che da significato all’esistenza. Alcuni oggetti banali della
mente. Confusione.
Vivo nel caos del
mio cervello, intricato marchingegno che non saprò mai come funziona e allora
affido tutto all’anima, di cui non conosco la forma, ma percepisco il calore.
E il sangue che mi
ha rapito, che mi da vita, che nutre la fantasia.
Mostri, demoni,
vampiri e angeli, coinquilini della vita di tutti i giorni. Vivono le loro vite
dentro di me, perché sono io che do loro vita, anima e sangue.
Fantasia che non
voglio più tenere imbrigliata dentro di me, ma che ancora non lascio del tutto
libera, gelosa e possessiva, vigliacca e inconcludente fanciulla in fiore degli
anni e delle emozioni.
Ma qualche volta
scappo, corro il più velocemente possibile, via da me, via dal mondo. Ne creo
un altro, solo per me e per chi mi vuole seguire, per chi mi vuole imparare,
per chi, come me si sente con le ali addosso, ma impossibilitata a volare.
E allora voliamo
insieme nei sogni, negli incubi, nella valle incantata ed in quella infuocata.
Creiamo, uccidiamo
le nostre creature, i piani della mente.
Subdole siamo,
scrittrici di sogni che in fondo appartengono solo a noi, ma pretendiamo che
vengano urlati, letti e compresi dagli altri.
Perché siamo noi a
voler essere prese, strattonate, lette, comprese. Amate.
Non è questo che
vogliamo tutti in fondo?
Non è qualcuno che
riesca ad afferrare la nostra mano e a trattenerci dal volare sole?
Non è qualcosa che
dia vero significato e colore alla passione che celiamo troppo spesso?
E non parlo della
pulsione sessuale che ci governa animale, ma parlo dell’amor di sé, dell’altro
corpo, alla sete, alla fame di anime, di pensieri, di vite.
E siamo come vampiri
di cui scriviamo, come demoni che combattiamo.
Come angeli che ci
abbagliano, ci imbrogliano e promettono la felicità e la purezza.
Siamo donne.
Sono donna,
cresciuta, divisa, inquieta, disordinata creatura dalla corazza granitica, lo
sguardo di un rapace ed il sorriso di una piccola luce.
Scappo, mi fermo.
Ma non mi volto mai
indietro.
E’ un viaggio
inverso dentro ognuna di noi. Inverso al mondo circostante, ma così essenziale
e doloroso che non possiamo fare a meno di assaporarlo un po’ ogni giorno.
E un po’ alla volta,
vivere.